Revisione Legge federale parità

Revisione della Legge federale sulla parità dei sessi: rinviata alla commissione consultiva. Cosa succederà?

Mercoledì 28 febbraio 2018 il Consiglio degli Stati si è espresso in merito alla revisione della Legge federale sulla parità dei sessi. Tuttavia non ha proceduto con un consulto dettagliato, ha piuttosto rinviato la proposta con 25 voti su 19 e 1’astensione alla commissione competente, ovvero la Commissione della Scienza, dell’Educazione e della Cultura (CSEC), con l’incarico di “verificare alternative, in particolare modelli di autodichiarazione”. Ma cosa significa concretamente, che cosa avviene ora?

La buona notizia è che la proposta non è stata bloccata o respinta. Andrà avanti in qualche modo.

La cattiva notizia è che dopo tutti gli anni di sforzi e lotta per una soluzione di maggioranza, gli oppositori hanno ottenuto un successo parziale. La proposta è stata quantomeno rinviata e le donne dovranno attendere ancora per ricevere un pari salario per una pari attività. E chi ha seguito la discussione all’interno del Consiglio degli Stati (per i dettagli e i singoli voti:
https://www.parlament.ch/de/ratsbetrieb/amtliches-bulletin/amtliches-bulletin-die-verhandlungen?SubjectId=42404), riconoscee può tirare le seguenti conclusioni.

  • Con poche e lodevoli eccezioni la proposta non ha trovato sostegno da parte dei Consiglieri degli Stati di UDC, PLR, PPD.
  • Le Consigliere agli Stati – nella misura in cui si sono espresse – hanno sostenuto la proposta.
  • Le ragioni addotte contro la proposta sono note e non nuove – e ripetendole all’infinito non diventeranno più vere o valide.
  • Esiste un rifiuto di base nei confronti della proposta, tuttavia non vi è alcun oppositore esplicito. La richiesta di ulteriori “proposte” è un elegante espediente. Le ulteriori proposte potranno poi nuovamente essere respinte con le motivazioni ormai note: il problema non sussiste – una soluzione sarebbe ottimale, ma non ora – una soluzione sarebbe ottimale, ma non in questo modo e così via.
  • È amaro ma altrettanto vero ammettere che l’applicazione della parità delle donne è un percorso faticoso, sempre pieno di ostacoli e cadute. Al cambiamento e al miglioramento si giunge soltanto quando la pressione è tanta e l’opposizione non può più permettersi di esprimersi esplicitamente contro.

Cosa avviene ora e cosa può fare ogni singola BPW?

In breve: la pressione per ottenere un cambiamento deve essere mantenuta. Noi donne dobbiamo far sentire la nostra voce e ripetere le nostre richieste, dare un nome agli oppositori e porli davanti alle loro responsabilità. BPW Switzerland continuerà a fare questo. L’Equal Pay Day è più importante che mai…

Un passo concreto: l’8 marzo è la giornata internazionale delle donne. In Waisenhausplatz a Berna si è tenuta una manifestazione multi-partitica sul mezzogiorno, ovvero dalle 12.00 alle 13.00, dal titolo:
Demo für die Lohngleichheit – wir sind wütend. / Mobilisation pour l’égalité salariale – nous sommes indignées./ Dimostrazione per la parità salariale – siamo furiose. Noi c’eravamo e abbiamo distribuito i nostri documenti informativi (il flyer dell’EqualPay Day e l’argomentario sulla parità salariale).

In occasione dell’Assemblea delle Delegate a inizio giugno a Lenzerheide proporremo un workshop sul tema: “Una piccola differenza nel salario non è un problema, dice mio marito – e altri fatti alternativi”.

Cosa non bisogna sottovalutare tuttavia: è molto importante sapere che ogni singola BPW può impegnarsi! Non bisogna farsi prendere dalla paura! È necessario del coraggio civile!

O, in altre parole, cosa può fare concretamente una BPW:

  • Scrivete lettere alle lettrici, postate e mettete like sui social media….
  • Scrivete ai membri del Consiglio degli Stati del vostro Cantone e chiedete loro cosa verrà fatto nell’immediato futuro. Se i vostri membri fanno parte dell’opposizione alla proposta: esprimete la vostra delusione in merito al fatto chevenga bloccata e rinviata anche da parte loro l’applicazione di diritti garantiti dalla costituzione. Esprimete la vostra indignazione in merito al fatto che i diritti delle donne, la maggioranza della popolazione, non vengono ascoltati ma trascurati come sempre.
  • La revisione della Legge federale sulla parità dei sessi verrà discussa anche all’interno del Consiglio Nazionale. Scrivete sin da oggi ai membri del Consiglio Nazionale del vostro Cantone: ciò che è avvenuto all’interno del Consiglio degli Stati non può ripetersi all’interno del Consiglio Nazionale.
  • Se siete membri di un partito – ma anche se non lo siete: potete rivolgervi anche ai partiti del vostro Cantone o su scala nazionale. Comunicate ai partiti quali sono i criteri per cui avete li aveteeletti: ad esempio, il partito deve prendere a cuore e portare avanti le richieste della maggioranza della popolazione – le donne. In prima linea saranno elette delle candidate. O dei candidatiche si impegnino seriamente e con convinzione per la parità dei sessi ecc.
Importante: restate gentili nei toni, ma parlate chiaramente. Gli indirizzi (postali, email) dei membri del Parlamento federale sono reperibili su www.parlament.ch.

Non dimenticate: partiti, uomini e donne in politica necessitano di supporto per poter essere eletti. Se ricevono seri segnali di perdita di elettori – o meglio di elettrici– non lasceranno perdere tanto facilmente.

Noi di BPW Svizzera abbiamo voluto rinunciare all’impostazione di un testo modello. Gli input individuali hanno molto più effetto. Coloro che però desiderano una scaletta precisa, possono rivolgersi al Segretariato centrale (
sekretariat@bpw.ch).

Il Consiglio degli Stati discuterà le nuove proposte nella sessione estiva o autunnale 2018. Noi restiamo in linea e vi terremo aggiornate.

Grazie di cuore per il vostro impegno!


Veröffentlicht
22:15:58 14.03.2018